Thursday, April 20, 2006

 

Information Appliances and a few quotes

A few of my customers are creating embedded devices that could generally (and eloquently :-)) be called Information Appliances. Some emails I exchanged in these days, reminded me of a few discussions I had in the past months about how insatiable programmers can get when they think about features. Yeap, it's not just the marketing guys. Programmers like to add everything and kitchen sink to their technological toys.
So, here are a few useful quotes for the brave guys out there:
- The most profound technologies are those that disappear. They weave themselves into the fabric of everyday life until they are indistinguishable from it. (Mark Weiser)
- What do you get when you combine a computer and [name any useful object: a car, alarm clock, camera, etc]? A computer. (Alan Cooper)
- I have always wished that my computer would be as easy to use as my telephone. My wish has come true. I no longer know how to use my telephone. (Bjarne Stroustrup)
Is there anything you can do to make your technology disappear (while still being useful)? :-)

Comments:
Ho paura che quanto più una cosa sia versatile, tanto più sia inevitabilmente complicata...

Tante cose in una sola hanno un prezzo (non necessariamente in denaro).

Esempio di complicazione massima: l'uomo.
 
La domanda pero' diventa: tutta questa flessibilita' la vogliono realmente gli utenti, o sono gli informatici ad essere fanatici del coltellino svizzero?

Il buon Donald Norman che spesso cito, nel suo libro "The Invisible Computer" ci ricorda che anche se esistono questi utensili multiuso, non sono molto comodi, e di norma le persone che usano davvero degli attrezzi acquistano molti utensili specializzati, mono-funzionali ma molto-funzionali [per cio' che fanno]. Insomma, se devo svitare una vite a croce uso un cacciavite a croce opportuno :-).

Invece, il "computer" finisce quasi sempre per essere trasformato in qualcosa di multifunzionale, anche quando dovrebbe essere, per l'appunto, invisibile e +/- monofunzionale.

Nella mia esperienza, una larga percentuale della responsabilita' non e' negli utenti, ma negli informatici, per tanti motivi (incomprensione dei reali problemi dell'utente, voglia di divertirsi con la tecnologia :->, convinzione che sia meglio fornire un sistema che fa tante cose, ecc...)

Poi gli utenti si abituano all'idea, e rinforzano un loop negativo comprando, ad esempio, in base a quante cose fa il sistema e non a quanto le fa bene...
 
Perbacco! Quello del coltellino svizzero, che tu mi creda o no, era venuta in mente anche a me. Poi però non avevo pensato al cacciavite, ma al martello. Quale grande sintonia di pensiero (una volta tanto ;-).

Credo proprio che il problema sia degli informatici. Ci piace tanto fare le cose complicate e a pensarci bene è più facile che farle semplici. Forse è anche un retaggio del passato quando tutto costava di più ed era meglio prevedere qualcosa in più da subito che tornarci sopra in futuro. Se poi c'azzeccavamo il "bravo" non ce lo toglieva nessuno ed il nostro narcisismo ne godeva...

Ma è proprio una necessità che i computer siano complicati? Quelli non specializzati sì e lo saranno sempre.
 
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