Dr. Carlo Pescio
Recensione: Inside Visual C++


Scheda Libro
Autore: David J. Kruglinsky Titolo: Inside Visual C++
Editore: Microsoft Press / Mondadori Informatica ISBN: 88-7131-717-3
Lingua: Italiano Anno: 1996 Pagine: 890 (2 volumi) Allegati: CD Rom con sorgenti

Commenti
A dire il vero ho acquistato questo libro spinto dalla MFC FAQ, che lo considera uno dei migliori testi in circolazione, arrivando a definirlo "Il Petzold di MFC". Tuttavia non posso che trovarmi in completo disaccordo: il testo è ricco di informazioni ma lo stile di esposizione è da "ricetta di cucina" e lascia ben poco spazio all’approfondimento: l’autore presuppone che il testo venga letto dall’inizio alla fine, avendo di fronte a sé il computer ed accedendo continuamente al CD a corredo. Gli argomenti vengono spesso introdotti come "differenza" da un esempio precedente, quindi aprendo a caso il libro troviamo frasi come la seguente: Sostituire tutte le occorrenze di CFrameWnd in CPersistentFrame. Inoltre aggiungere la riga #include "persist.h" immediatamente prima della riga #include "MainFrm.h". Ovviamente ciò consente all’autore di presentare molto materiale, ma rende anche difficoltosa la lettura del testo, soprattutto se si è alla ricerca di un argomento particolare e non si ha il tempo di "ricostruirlo" dai passaggi precedenti.

Pro
Il libro è piuttosto aggiornato, e fa riferimenti molto precisi alla versione 4.0 di MFC, in alcuni casi più aggiornati dello stesso help in linea: in effetti, le note a pie’ pagina sono forse la parte più preziosa del testo. Il CD è ricco di esempi, quindi chi preferisce apprendere l’utilizzo delle classi leggendo dei sorgenti potrà indubbiamente trarre vantaggio dal testo; non è però una lettura "da comodino" o da consultazione casuale. Piuttosto buona la discussione dell’uso di MFC in DLL, dove l’autore rinuncia in gran parte allo stile "incrementale", così come nell’introduzione al Component Object Model che risulta quindi ben fatta e leggibile.

Contro
Pessima l’idea di tradurre i nomi dei controlli ed in pratica ogni termine tecnico dell’originale. In questo modo il lettore, che prima o poi verrà comunque esposto alla terminologia originale ("edit box", "combo box", eccetera) , dovrà imparare la traduzione adottata per tali termini, ed in ogni caso faticherà non poco a cercarli nell’indice ("casella combinata" non è esattamente la prima parola che mi verrebbe in mente di cercare al posto di "combo box").
In molti casi, la trattazione degli argomenti è abbastanza superficiale (ad esempio la parte sui common control è ridotta all’osso); il lettore deve necessariamente studiarsi i sorgenti degli esempi per capire non solo come fare qualcosa (il che è accettabile), ma anche cosa sia possibile fare con MFC.