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Dr. Carlo Pescio Recensione: Object Oriented Software Construction, 2nd edition |
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| Autore: Bertrand Meyer | Titolo: Object Oriented Software Construction, 2nd edition | |||
| Editore: Prentice-Hall | ISBN: 0-13-629155-44 | |||
| Lingua: Inglese | Anno: 1997 | Pagine: 1260 circa | Allegati: CD Rom | |
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Vi sono testi destinati a diventare dei classici. Object Oriented Software Construction è probabilmente fra questi, e con buone ragioni. Il testo parte proprio dall'inizio, definendo i criteri per un software di qualità e ripercorrendo il percorso storico che attraverso modularità, tipi di dato astratto, ecc è arrivato sino alla programmazione ad oggetti. Si concentra poi sugli elementi distintivi dell'OOP (classi, oggetti, ereditarietà) ma anche su aspetti complementari, come eccezioni, supporto run-time, programmazione generica. In questa parte discute con buona profondità argomenti che in molti altri testi sono appena accennati, come il problema del type checking statico a livello di sistema. Sezioni successive sono dedicate ad aspetti metodologici ("come trovare le classi", "come progettare una classe") e ad argomenti avanzati (concorrenza, distribuzione, persistenza). Trattandosi di un testo di Bertrand Meyer, non sorprenderà sapere che ovunque si respira l'aria del design by contract, della definizione precisa delle pre/post-condizioni dei metodi e dell'invariante di classe. La notazione di riferimento dell'intero testo è Eiffel, in controtendenza rispetto all'uso preponderante di notazioni grafiche come UML da parte del mercato. |
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| Il libro si qualifica bene come "guida di riferimento" sui concetti dell'object technology. È difficile trovare un argomento che non sia trattato, dai fondamenti come classi, oggetti e gestione della memoria agli argomenti avanzati come gli oggetti distribuiti e la persistenza. A differenza di tanti testi un po' approssimativi e faciloni, qui si nota uno sforzo di precisione a cui molti autori hanno da tempo rinunciato. Avere l'intero testo su CD-Rom, con i cross-reference e gli hyperlink attivi, aggiunge ulteriori possibilità di ricerca ed esplorazione. |
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Anche Meyer sembra aver accettato il modello "tante pagine è meglio", per cui ci troviamo di fronte ad un tomo di 1200 pagine. Se questo è ancora ragionevole per un reference, è un po' difficile da accettare per un testo che andrebbe tutto sommato studiato. Lo stile è decisamente più accademico rispetto a testi analoghi di impostazione americana; se da un lato abbiamo quindi una maggiore precisione, dall'altro abbiamo un testo che a tratti potrebbe risultare un po' ostico. In troppi punti il libro lega indissolubilmente OOP ed Eiffel, ed avere una versione time-limited del compilatore sul CD allegato aiuta fino ad un certo punto chi alla fin fine deve lavorare in un altro linguaggio. |