Dr. Carlo Pescio
Recensione: Pattern Languages of Program Design, Vol. 3


Scheda Libro
Autore: Vari Titolo: Pattern Languages of Program Design, Vol. 3
Editore: Addison-Wesley ISBN: 0-201-31011-2
Lingua: Inglese Anno: 1998 Pagine: 630 circa Allegati: nessuno

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Ogni anno la comunità dei pattern si riunisce in alcune tradizionali conferenze, dove gli autori presentano i loro risultati più recenti. Il testo in esame è una raccolta di pattern, scelti tra i migliori interventi alle conferenze PloP ed EuroPLoP 96.
I pattern presentati riguardano in gran parte la fase di progettazione: troviamo quindi pattern per il design architetturale, il design dettagliato, la programmazione distribuita, la persistenza degli oggetti, eccetera. Almeno un centinaio di pagine, tuttavia, è dedicato ad altri argomenti: pattern relativi al processo di sviluppo (ad esempio: un pattern language per la progettazione in team, pattern per il test di applicazioni, eccetera), e addirittura pattern per classificare e documentare i pattern (il classico meta-livello degli informatici).
Chiunque sia interessato ad esempi concreti di progettazione troverà sicuramente di rilievo la sezione dedicata ai pattern domain-specific (purtroppo ristretta ad una cinquantina di pagine appena). I tre contributi relativi discutono le associazioni nei sistemi business, "strade e punti" nei sistemi di trasporto, e un pattern language per la progettazione di sistemi di allarmi antincendio.

Pro
Il lato positivo del movimento dei pattern è l’abbandono delle grandi teorie ideate in laboratorio, a favore di soluzioni basate su una solida base concreta. Il testo in questione non fa eccezione, e presenta soluzioni sperimentate a problemi ragionevolmente diffusi e ricorrenti. Anche se siamo lontani dall’ubiquità dei pattern presentati nello storico volume dei GoF, alcuni interventi raccolti nel volume in esame (Product Trader, Type Object) sono probabilmente destinati a diventare a loro volta dei classici, e meritano un posto nel vocabolario esteso dei pattern.

Contro
Anche se gli editor di questo terzo volume hanno evidentemente cercato di uniformare lo stile dei vari autori, il testo rimane un po’ frammentato, come è del resto inevitabile per una raccolta di contributi originariamente scritti da oltre quaranta persone. Il lato forse peggiore è l’inconsistenza nei diagrammi, alcuni basati su UML, altri su OMT, altri sulla notazione di Booch, eccetera. Molti autori assumono inoltre una più che buona familiarità con i pattern più noti, ma anche con altri lavori meno diffusi. Tutti questi fattori combinati richiedono ai lettori meno smaliziati uno sforzo di comprensione ulteriore, comunque ripagato dalla concretezza delle soluzioni presentate.