Dr. Carlo Pescio
Recensione: Software Requirements & Specification


Scheda Libro
Autore: Michael Jackson Titolo: Software Requirements & Specification
Editore: Addison-Wesley ISBN: 0-201-87712-0
Lingua: Inglese Anno: 1995 Pagine: 230 circa Allegati: nessuno

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Ho acquistato questo libro un paio di anni fa, in una grande libreria di Berlino, più che altro spinto dal nome dell’autore (che ovviamente non è l’omonimo cantante, ma l’ideatore del Metodo di Jackson per il design strutturato). E subito l’ho trovato uno dei migliori testi di ingegneria del software in circolazione.
L’impostazione è decisamente inusuale: una raccolta di tanti piccoli saggi, sui temi più disparati: dalle strutture gerarchiche al data flow, dal deskilling ai problemi multi-frame, dalle descrizioni parziali ai diagrammi di contesto. Ogni saggio richiede poche pagine, così come l’intero libro, uno dei pochi che meritino di essere letti interamente, e la cui dimensione consenta di farlo davvero: in un momento in cui i libri diventano sempre più spessi e sempre meno interessanti, non è un pregio trascurabile.
In ogni saggio, l’autore esprime la propria opinione, porta la propria esperienza, ma soprattutto cerca di far riflettere chi legge. Riflettere sulla propria conoscenza, i propri pregiudizi (così frequenti in una disciplina che è ancora distante dalla scienza), ed anche su alcune "verità" che diamo per scontate, ma che così ovvie non sono.
Un libro quindi un po’ anomalo, che va letto con discernimento, riservandosi le giuste pause di riflessione tra un saggio ed un’altro.

Pro
Alcuni saggi sono assolutamente imperdibili. L’autore fornisce peraltro diversi percorsi di lettura del testo: selezioni di brani per chi ha un interesse specifico nellla natura dello sviluppo del software, o nella descrizione del dominio del problema, e così via.
Ogni saggio è scritto decisamente bene e porta con sé una buona dose di esperienza maturata sul campo, offrendo al lettore interessato numerosi spunti di riflessione.

Contro
Lo scopo del libro, come dicevo, è far pensare il lettore, offrirgli spunti per osservare da una diversa angolazione problemi e soluzioni. Non è quindi il genere di testo che diventa "immediatamente utile" nel lavoro di ogni giorno, offrendo soluzioni immediate a problemi di programmazione: niente Windows, niente MFC, niente Visual Basic. Questo può essere un pregio o un difetto, ma sicuramente ne restringe il target a chi ritiene che lo sviluppo del software sia qualcosa di più della semplice programmazione.